Arianna Papini

 

nata a Firenze il 31 ottobre 1965

Coniugata, con due figli, un maschio e una femmina, nati nel 2002 e nel 2004

sito web  www.ariannapapini.com

 

Arianna Papini vive a Firenze, ha studiato arte al Liceo Artistico e alla Facoltà di Architettura di Firenze e dal 1988, dopo alcune esperienze in studi tecnici e redazionali, lavora con vari ruoli e infine come Direttore editoriale e artistico presso la casa editrice Fatatrac, con la quale attualmente collabora come consulente editoriale. A 18 anni ha avuto una segnalazione al concorso indetto da Naj Oleari per il suo progetto di design “Spirologio”. Ancora studentessa ha collaborato con il Corso di Disegno Industriale della Facoltà di Architettura di Firenze come assistente curandone in particolare la parte di ricerca iconografica e seguendo i progetti degli studenti. Quando si è sposata, insieme al marito Federico Gasperini ha deciso come lista di nozze una raccolta di fondi per la ricostruzione della Biblioteca di Sarajevo distrutta dalla guerra, monumento documentario di cultura internazionale di alto valore interculturale. Insieme al marito ha ricevuto per questo una medaglia e un riconoscimento dall’Università di Siena. Si è laureata presso la Facoltà di Architettura di Firenze con una tesi sul design del libro-gioco (110/110 e Lode con riconoscimento della dignità di stampa) e dal 2004 al 2007 ha insegnato Teoria dei linguaggi formali al Corso di Laurea in Disegno Industriale, organizzando ogni anno presso la Libreria Melbookstore di Firenze la mostra dei prototipi dei libri gioco progettati dagli studenti del suo corso. Consigliere del Comitato Italiano Aalto/Viipuri nato per volontà di Enrico Baleri di Milano per salvare la Biblioteca di Viipuri di Alvar Aalto, ha organizzato la mostra e i seminari su Alvar Aalto presso il Museo Marino Marini e la Libreria Seeber di Firenze, raccogliendo fondi per il restauro della biblioteca, patrimonio architettonico di inestimabile valore che versava in stato di abbandono per via della drammatica situazione economica della città di Helsinki. Ha tenuto corsi presso l’Istituto Tecnico Elsa Morante e il Liceo Artistico di Firenze, presso l’Accademia Drosselmeier di Bologna, Artelier di Padova, l’Associazione Illustratori di Milano e presso l’ISIA di Urbino dove dal 2008 insegna Illustrazione agli studenti del secondo anno. Collabora con il Master di Illustrazione di Macerata e con il MI-Master di Illustrazione di Milano e con quello per l’editoria di Padova. È tra gli organizzatori della mostra I Miracoli e il Volto Santo di Gesù, grande opera collettiva in mostra alla Fenice di Venezia nel settembre del 2011. Svolge libera professione come scrittrice, illustratrice e pittrice. Collabora con scuole e biblioteche per la diffusione della lettura tra i bambini, effettua corsi di aggiornamento per insegnanti e bibliotecari. Nell’ambito della promozione alla lettura fino dagli anni 80 tiene ogni anno numerosi laboratori artistici con bambini in età scolare e pre scolare sia nelle scuole che presso Enti e biblioteche, con particolare attenzione e impegno presso i nidi, anche per quanto riguarda i corsi di aggiornamento agli educatori. In questo senso ha strutturato laboratori di lettura con mamme gestanti e fratellini. Arte terapeuta, ha effettuato la specializzazione quadriennale post laurea alla Scuola internazionale Art Therapy di Bologna, svolgendo tirocini mirati verso setting madre-bambino e sul trauma. Ha scritto e illustrato più di settanta libri per La Nuova Italia, Fatatrac, Edicolors, Lapis Edizioni, Città Aperta, Carocci Editore, Avvenire, Coccole e caccole, Kalandraka con i quali ha vinto numerosi premi. Alcuni dei suoi libri sono stati pubblicati in coedizione in Francia, in Spagna e in Inghilterra. Ha partecipato a un’ottantina di mostre tra personali e collettive, in Italia e all’estero. Volontaria presso il reparto di oncoematologia pediatrica per l’associazione Helios, alcuni suoi testi editi e inediti sono messi in scena dall’attrice Miriam Bardini nei reparti pediatrici degli ospedali.

 

 

l'interpretazione

La fiaba di Andersen,  "I vestiti nuovi dell'imperatore", è particolarmente ricca di spunti e vi sono argomenti espliciti, unitamente a elementi più nascosti, che la rendono una piattaforma perfetta per la partenza di percorsi formativi, individuali e di gruppo e inter età. Molti colgono la contemporaneità dei temi riguardanti l'illusione, la concretezza, l'interpretazione, la politica, i ruoli e la loro capacità di trasformare la realtà, deformandone i contenuti. Un altro tema molto importante però riguarda la personalità dell'Imperatore che è lasciata all'immaginario, è come se Andersen avesse dato la possibilità a chi legge di scoprire, dentro di sé, all'interno della propria storia, quali fossero gli elementi di similitudine con questo personaggio che in realtà è tragico poiché compulsivamente acquista stoffe e prova vestiti, restando fuori da ciò che avviene nella sua corte. L'argomento della compulsività quindi, in tutte le sue accezioni, compresa quella della caduta di importanza del rapporto con l'altro e l'astrazione dalla realtà, è l'ulteriore filo conduttore in grado di portarci alla scoperta del senso delle cose. L'estetica, come elemento fondante del dialogo silenzioso che esiste tra adolescenti e età adulta e come elemento profondo di comunicazione attraverso segni e colori posti sul proprio corpo, è elemento portante che rende la fiaba di grande attualità. Vi è la paura come difficoltà ad esprimere l'evidenza se non accompagnati dal grande gruppo, e in questo forza salvifica dell'infanzia che parla comunque, di fronte all'evidenza, definita come "voce dell'innocenza". Dunque, come argomento correlato, c'è quello del coraggio di uscire dal gruppo per esprimere la propria idea, argomento particolarmente importante nella gestione dei casi di "branco" in cui vi è la perdita dell'identità del singolo per partecipare ad atti riprorevoli o amorali. Dunque la fiaba dell'imperatore e dei suoi vestiti nuovi, poco nota al grande pubblico, si è presentata a me come occasione di dialogo attraverso l'evento artistico e non solo, fornendomi spunti di riflessione di grande respiro.

Arianna Papini


 

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