Raperonzolo

C'era una volta... una torre.

E nella torre c’era una bambina. Si chiamava Raperonzolo. Era stata richiusa lì dentro da una Maga. Finché un bel giorno…

È l’inizio del racconto di RAPERONZOLO, protagonista della Torre delle Favole 2023. 

La fiaba ha radici antiche, dal mito greco della giovane Danae rinchiusa dal padre ai racconti popolari tramandati nella tradizione orale. La versione scritta più antica è quella di Giambattista Basile con Petrosinella, che ha ispirato diversi autori, tra cui Calvino con la sua Prezzemolina, fino alla più celebre: Raperonzolo (Rapunzel) dei fratelli Grimm.

Pubblicazioni, serie tv, film d’animazione confermano il successo di un mito che mantiene inalterato il suo potere nel tempo, anche se, per fortuna, le cose cambiano e con lui il personaggio. La “nostra” Raperonzolo cresce e dimostra che la dolcezza non esclude la determinazione, la forza di volontà, la capacità di reagire.

La versione della Torre delle Favole è liberamente ispirata ai Grimm, e a Basile. Rinchiusa in una torre da cui sembra impossibile uscire, Raperonzolo conquisterà la libertà grazie alle sue forze e al potere dell’amore. Un amore nato sulle note di una melodia che avvicina e lega fin da subito in empatia due ragazzi, che si salveranno a vicenda.

Un copione con notevoli motivi d’interesse e temi da poter sviluppare.

Una fiaba con molti elementi di magia e di fascinazione: una voce che incanta e lunghi capelli che, uniti in una meravigliosa treccia dorata, sono talmente forti da fungere da scala da cui salire e scendere.

E andare incontro alla vita.

Sonia Mangoni

La messa in scena

curata da Sonia Mangoni è affidata all’interpretazione collaudata di Clara Bonomi e Veronica Venturini e, da quest’anno, di Ruggero Bianchi. I tre attori si alterneranno nella conduzione per far vivere la fiaba partendo dal giardino della Maga, gelosa della sua serra di raperonzoli, per proseguire fino alla fuga della ragazza dalla lunga treccia rinchiusa nella Torre fin da bambina. Con qualche colpo di scena che, tra incantesimi e inseguimenti, porterà inevitabilmente al lieto fine.

 

La treccia, la treccia e ancora la treccia! L’area-gioco e selfie
Lo spazio dedicato all’accoglienza è occupato da un tappeto con un gioco dell’oca sviluppato su una treccia che si avvolge a spirale realizzato grazie a Modulgrafica Caldera, e un angolo-selfie, per farsi ritrarre come Raperonzolo con la treccia calata dalla finestra della Torre.

L'allestimento

L’allestimento scenografico-multimediale e il tappeto magico interattivo di Scena Urbana
Le illustrazioni, le cui tavole originali sono esposte al piano terra, sono la traccia e l’ispirazione per la messa in scena del racconto, in un percorso scenografico sviluppato su più piani nelle sale di Torre Avogadro. Le soluzioni, virtuali o materiche, interagiscono con la narrazione in un dialogo continuo che prevede momenti di partecipazione attiva da parte dei visitatori.
L’allestimento scenografico e multimediale di Scena Urbana è stato realizzato da Anna Berna, Dario Pasotti, Andrea Giuliano, Davide Caminati, Elio Pasotti, Michele Sabattoli e da Riccardo Angarano di Studio Vulcano. Alla messa in opera hanno contribuito gli studenti di Scenografia della Libera Accademia di Belle Arti LABA, guidati dai docenti Andrea Gentili e Andrea Anselmini.

 

Tra le installazioni inserite nel percorso, un palcoscenico virtuale asseconda e scandisce la narrazione attoriale con suggestioni visive, fino a trasformarsi in un tappeto magico interattivo, per accogliere i piccoli e i loro accompagnatori in una giocosa festa finale.

Il libro

Marina Marcolin con le sue illustrazioni, pubblicate nel libro edito da Nuages, ha ispirato l’allestimento della fiaba allestita in Torre Avogadro.
L’artista ha realizzato una serie di tavole ad acquerello, tecnica in cui eccelle, con il suo segno inconfondibile velato di mistero, in delicato e perfetto equilibrio di luci ed ombre.

L'artista

Lavora come illustratrice professionista per importanti case editrici italiane e straniere.
I libri da lei illustrati sono stati pubblicati in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Olanda, Grecia, Taiwan, Corea.
Suoi lavori sono stati esposti in diverse città, tra cui: Vicenza, Pavia, Mantova, Milano, Verona, Museum of American Illustration di New York, alla Mostra Internazionale Bologna Children’s Book Fair, all’Itabashi Art Museum e all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, all’Auditorium della Musica di Atene, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al Museo Diocesano di Padova, alla Casa dei Carraresi a Treviso…
Ha ricevuto premi e riconoscimenti nei concorsi nazionali ed internazionali tra cui lo State Award quale Miglior Illustratrice Straniera dal Ministero della Cultura in Grecia nel 2006 e il Premio Emanuele Luzzati nel 2009. La Zattera, il suo primo fumetto per Il Sole 24 Ore, ha vinto l’Oro Autori di Immagini nell’omonima categoria. La copertina Quindici Cani (Einaudi) e le illustrazioni di Poesie Naturali (Topipittori) sono state selezionate per l’Annual, la più autorevole pubblicazione dell’immagine illustrata, rispettivamente nella categoria Editoria ed Editoria Infanzia.
Le collaborazioni con case editrici, magazine, gallerie d’arte, progetti originali compongono un portfolio flessibile che spazia in diversi campi, sempre caratterizzato da una poetica inconfondibile.
Dalla pittura all’illustrazione, i suoi lavori sono frutto di una continua sperimentazione e di una ricerca tecnica in evoluzione.
Coltiva interesse per tutte le tecniche, dall’incisione al disegno all’olio a tecniche miste comprese, ma è l’acquerello che più caratterizza le sue illustrazioni.
La sua poetica si nutre di pensieri, visioni, riflessioni, rimandi autobiografici.
Immerse in un’atmosfera in bilico tra sogno e mistero, le sue immagini esprimono uno stretto rapporto con la natura, attraverso forme talvolta indefinibili, intrecci, metamorfosi. Visioni che suggeriscono il silenzio della contemplazione.
www.marinamarcolin.com

Galleria immagini

Sfoglia la gallery per rivivere alcuni momenti dell’inaugurazione di Raperonzolo
Grazie a Luigi Cocca (Photoclub Lumezzane)